Template racconto · Realtà alternativa · Divergenza · Altrove · 3 min

MACCHIE ROSSE

Finalmente avevo acquistato l’appartamento che da tempo mi ero prefisso di comprare. Per mesi avevo provato a contattare il proprietario, ma una mail automatica continuava a rispondermi: “Se siete veramente interessati all’acquisto, rimanete in…

Racconto

MACCHIE ROSSE

Finalmente avevo acquistato l’appartamento che da tempo mi ero prefisso di comprare. Per mesi avevo provato a contattare il proprietario, ma una mail automatica continuava a rispondermi: “Se siete veramente interessati all’acquisto, rimanete in fiduciosa attesa e vi ricontatteremo.”

Ero rimasto alquanto sbalordito. Mi sembrava una presa in giro, ma sinceramente non avevo voglia di desistere così facilmente. Qualcosa mi spingeva a insistere e pazientare.

Per l’acquisto avevo proceduto direttamente dal notaio, che era stato delegato dal proprietario non solo a redigere l’atto, ma anche a fare da sostituto. Non avevo fatto domande in merito: ognuno ha le sue maniere di procedere, per quanto bizzarre, e dato che non c’erano motivi reali per non procedere, sottoscrissi l’atto. La sera stessa della firma mi trovavo già nell’appartamento.

Mi ero premunito di portarmi una piccola attrezzatura da campeggio per destreggiarmi i primi giorni, mentre, per le varie utenze, sarei subentrato nei contratti nel mese successivo. Il notaio faceva da garante che non ci fossero pendenze e che tutte le quote precedenti fossero state debitamente pagate, e così fu.

Il giorno seguente al mio ingresso, notai che sul muro della camera da letto, cioè della stanza che decisi sarebbe diventata tale, c’erano dei segni rossi. All’inizio non ci badai molto, ma poi mi accorsi che la casa era stata ritinteggiata e che anche quella camera non presentava crepe né sovrapposizioni di vernice per coprire precedenti lavori. In quel momento ero abbastanza impegnato, perciò non ci diedi molto peso.

Passarono alcuni giorni e, come se qualcosa emergesse dall’acqua, altre macchie rosse apparvero e sembravano collegate alle precedenti. Controllai che non fossero frutto di strani giochi di luce o di qualche problema di umidità, però nulla faceva sospettare una di queste due cose.

Iniziavo a insospettirmi che dietro quella compravendita ci fosse stato qualcosa di architettato, ma, in fondo, nessuno mi vietava di rivendere l’appartamento. Il fatto di averlo voluto fortemente, però, mi faceva desistere da strane idee che mi avrebbero costretto a rivenderlo.

Passarono altre settimane e le macchie rosse apparvero anche nelle altre stanze. Decisi di piazzare delle telecamere e monitorare la situazione: avevo necessità di trovare una soluzione. Aspettai ancora qualche giorno, ma le macchie rosse non smettevano di comparire.

Mi presi un giorno di ferie per ispezionare la casa e trovare la soluzione a quel mistero.

La mattina seguente trovai ai piedi del sacco a pelo un foglio con una freccia che indicava il muro di fronte, l’unico senza macchie rosse, e una luce ultravioletta. La accesi, poi lessi: “Non puoi fuggire da te stesso, dottore.”

Poco sotto c’era una lettera vergata con rabbia, firmata: “H.”

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