Template racconto · Realtà alternativa · Divergenza · Altrove · 2 min

EVANESCENZA

Sono convinto che ogni azione non rimanga mai senza conseguenze. Ho esplorato diversi mondi e in alcuni ho sentito parlare di bene e male, come se in questa vastità immensa si possa catalogare così…

Racconto

EVANESCENZA

Sono convinto che ogni azione non rimanga mai senza conseguenze. Ho esplorato diversi mondi e in alcuni ho sentito parlare di bene e male, come se in questa vastità immensa si possa catalogare così facilmente il contributo di tutto ciò che esiste.

Ho conosciuto alcune specie alla fine della loro esistenza. La vita di una stella in quest’oceano galattico è paragonabile a un flutto che si inabissa in un qualche fluido — dipende dalla sua viscosità — ma la legge universale della gravità è l’unica costante che continuo a trovare in ogni punto dello spazio-tempo in cui mi sono trovato.

Le mie azioni a volte possono sembrare brutali — mi piace questo termine, mi sono sentito classificare così più di una volta. Da ogni espressione sonora che ho intercettato ho ricavato che il suono faceva parte di un mezzo di comunicazione primitivo. Molte specie che abitano questo universo utilizzano il trasporto di onde sonore per comunicare; per me risulta alquanto bizzarro e limitante, ma forse ormai ho trascorso troppe rivoluzioni celesti per trovare qualcosa di cui stupirmi in qualche nuova specie.

L’ultima volta sono emerso da un portale oscuro che avevo creato quando l’universo era ancora giovane — anche questa parola mi fa sorridere. Io esisto perché sono, e non ho motivo di scandire i miei ritmi temporali in base a rivoluzioni planetarie.

Non so ancora perché sto trasferendo queste informazioni in un tracciato che viaggia tramite onde gravitazionali. Forse mi illudo ancora che qualcuno un giorno voglia comunicare con me; a volte ho la percezione di vivere al di fuori dello stesso universo.

Quell’ultima volta, quando ho usato il mio portale oscuro, ho inglobato pianeti e specie e le loro esperienze vicino a Sagittarius A — ma una di loro mi è sfuggita. Ho sentito la sua eco mentale nel sub-spazio. La voglio trovare, che sia ciò che alcune specie descrivono come maschile o femminile — come se questa distinzione avesse un senso. Sarà divertente. Le darò giusto un po’ di tempo per giocare a nascondersi.

Per ora andrò avanti ancora un po’ con la mia solitudine. Voglio sparire per un po’. Mi piace essere evanescente.

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