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LA BATTAGLIA

Sono seduto con i miei compagni e domani affronteremo il nostro nemico giurato. Il suo nome continua a incutere timore, ma il nostro generale ha imparato a tenergli testa. Ora che non siamo più…

Racconto

LA BATTAGLIA

Sono seduto con i miei compagni e domani affronteremo il nostro nemico giurato. Il suo nome continua a incutere timore, ma il nostro generale ha imparato a tenergli testa. Ora che non siamo più su suolo italico sappiamo che lo scontro potrà finire solo con la vita o con la morte. Siamo stati già esiliati, ma il nostro generale ci ha concesso di riscattare il nostro onore. Non lo facciamo più per Roma: lo facciamo per scrivere il nostro nome nella storia, perché nessuno di noi — e nessuna delle nostre famiglie — sia mai più tacciato di codardia e infamia.

Alcuni di noi pensano che la battaglia si trasformerà in una devotio, ma io sento che riusciremo a prevalere. Ancora una volta Roma si fregerà del suo potere grazie a noi. Ma alla fine, se saremo ancora vivi e avremo ancora fiato per respirare, grideremo insieme:

“A Scipione! Che la terra d’Africa non dimentichi mai il tuo nome. A Scipione, colui che ha sconfitto Annibale!”

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